Karl Marx

 Karl Marx

1818-1883

Marx nasce in Germania, a Trevi, da un padre avvocato ebreo e liberale (criticherà anche il liberalismo); dopo la laurea in filosofia fa il giornalista. 

Conobbe Friedrich Engels con il quale avrebbe redatto: 

  • “il manifesto del partito comunista” (1848) e “il capitale” (dal 1867) tutto insieme a Engels. 

  • “l’ideologia tedesca” dove attacca Hegel

  • “Critica della filosofia hegeliana del diritto”

  • “Manoscritti economico-filosofici”.


DOMANDE GUIDA 

  • Critica delle filosofia Hegeliana

  • Critica dello stato liberale (uguaglianza non sostanziale)

  • Critica della filosofia di feuerbach

  • Che cos’è il materialismo storico dialettico contro l'idealismo storico di hegel (struttura, sovrastruttura e rapporto fra le classi)

  • Che cos’è l'alienazione e la disalienazione

  •  Il Capitale


Se F. Ha capovolto la filosofia Hegeliana (rapporti di predicazione) spiegando il fenomeno dell’alienazione e disalienazione (emancipazione) dell’uomo in una dimensione coscienziale, Marx approfondisce la critica di F. Perché vuole rispondere al problema dell’alienazione.

Perché l’uomo si è alienato in Dio?

Egli ne trova la causa non nell’uomo in generale (in senso universale, astratto)  o nella natura ma nella struttura socio-economica.


Cos’è Dio?

Per Marx “dio è il sospiro della creatura oppressa”.

le creature oppresse, che soffrono, sono gli uomini che sono sempre appartenuti alle classi subalterne, i sottomessi, SCHIAVI come dice Nietzsche (coloro che hanno creato la morale) che hanno prodotto DIO, per Marx così vanno emancipati, liberati da questo concetto. 


La sofferenza è causata dalla proprietà privata dei mezzi di produzione tipica del liberalismo (che è lo specchio dell’interesse delle classi borghesi che difendono la proprietà privata dei mezzi di produzione).

L’emancipazione delle classi subalterne avviene grazie all’abolizione della proprietà privata.





Cos’è la religione?

E’ l’oppio dei popoli; nasce da un disagio, dagli sfruttati che stanno sotto gli sfruttatori, è la dimensione in cui gli uomini oppressi sognano di poter realizzarsi e raggiungere la felicità

Espressione sovrastrutturale di un malessere interno alla struttura socio economica. 

Insieme a questa sono sovrastrutturali la filosofia, la politica, il diritto, le teorie economiche che sono tutte proiezioni di determinati interessi socio-economici.


Il Capitale

La struttura socio economica viene analizzata ne “il capitale” diviso in tre volumi da Marx ed Engels. 

Nel 1867 esce il primo volume:

Mentre il liberalismo è espressione sovrastrutturale della classe dominante, 

Il comunismo e la manifestazione sovrastrutturale della classe lavoratrice.


Cos’è il lavoro?

è l’essenza dell’uomo stesso, l’uomo si distingue dalle altre specie perché lavora. 

L’uomo esiste perché è progetto, quando lavora progetta di trasformare la realtà a proprio vantaggio, trasformare la realtà trasforma anche se stesso. 


Cosa si produce con il lavoro? 

attraverso il lavoro si producono beni, merci. Essi hanno 

un valore di uso (utilità della merce, capacità di soddisfare un bisogno) un valore di scambio (dipende dalla quantità di lavoro socialmente necessaria a produrre quella merce)


Cos’è il Materialismo Storico?

il materialismo storico: tutte le forme culturali di quello che viene chiamato mondo dello spirito (religione, filosofia, diritto, teorie economiche - per Hegel Idea o ragione) sono proiezioni o espressioni di rapporti interni alla struttura socio-economica.

Il soggetto è la struttura socio-economica dalla quale deriva poi la religione che diventa il predicato perché è creato in conseguenza al soggetto, ovvero il mondo delle idee, quindi la religione la filosofia ecc nasce in conseguenza alla struttura socio economica. 

FORZE MOTRICI DELLA STORIA SONO DI NATURA ECONOMICA

LE IDEE DERIVANO DA RAPPORTI ECONOMICI.



Il materialismo ( che riduce i rapporti alla struttura socio-economica) storico marxiano si chiama dialettico perché esistono due dimensioni

è la struttura che genera la sovrastruttura, come la tesi che genera l’antitesi nella dialettica hegeliana.

Ed è dialettica perché la struttura socio economico a sua volta è divisa in classe dominante (borghese)  e classe subalterna (proletariato) oppure la divide in rapporti di proprietà (tesi, capitalisti) e forze produttive (antitesi, proletariato) 

Essa è una dialettica generativa, la tesi si rovescia nell’antitesi.


Esempio: i genitori sono la tesi, i figli sono l’antitesi, la famiglia è la sintesi e la dialettica è generativa perché i figli sono creati dai genitori.


La sua dialettica è sia orizzontale tra classi (strutturale) all’interno della struttura socio economica, sia verticale rispetto al materialismo storico o dialettico.


Cos’è una struttura socio-economica?

È formata dalle forze produttive ovvero: 

  • uomini che lavorano, sia sfruttatori che sfruttati, 

  • i mezzi di produzione e risorse,

  • Know How, ovvero le conoscenze tecniche. 

Poi ci sono i rapporti di proprietà ovvero i rapporti giuridici che sanciscono il diritto alla proprietà privata e dividono gli uomini in proprietari e non. 

Rendono gli uomini estranei gli uni agli altri mettendoli in conflitto e la proprietà privata è la causa di questa alienazione, che allontana proprietari e sfruttati.


Ogni struttura socio economica ha un suo determinato metodo di produzione; ad esempio quello medievale è basato sul lavoro schiavile e quello moderno sullo sfruttamento della classe del proletariato.


Per Marx la classe capitalistica è come uno stregone che ha generato forze infernali che non potrà più controllare, sarà il comunismo a interrompere queste forze produttive 


Cos’è L’alienazione?

Il soggetto dell’alienazione è l’operaio (proletariato), alienato rispetto a: 

  • alla sua essenza (libertà progettuale di cambiare il mondo, quindi il lavoro, egli è motivato, lavoro ripetitivo scandito dalla macchina),

  • rispetto al prodotto del lavoro, che non gli appartiene, lavora per il capitalista,

  • al capitalista stesso che lo domina, gli impone un lavoro snervante, ripetitivo, non originale.


Su quali dinamiche economiche si regge il capitalismo ?

La merce ha valore d’uso (l’utilità per soddisfare i bisogni) e valore di scambio (corrisponde alla quantità di lavoro socialmente necessaria a produrre) 


Per far funzionare la produzione il capitalista investe le proprie risorse in due forme di capitale: 

  • capitale variabile (investito in salari degli operai)

  • capitale costante (investito in mezzi di produzione e  innovazione tecnologica)

Marx chiama plusvalore la quantità di lavoro non remunerata, non retribuita all’operaio


Come si calcola il tasso ( R ) o saggio di plusvalore?

Rpv = pv/cv  tasso del plusvalore

Rpf = pv/ cc+cv  tasso profitto 

Il profitto si può aumentare aumentando la giornata lavorativa, innovare tecnologicamente le macchine di produzione.


Anarchia della produzione

Se voglio aumentare il profitto non conviene investire sul capitale variabile quindi sui soldi investiti sugli operai perché dopo una certa soglia non rende più. 

Invece il capitale costante è senza limiti, l’innovazione tecnologica è senza limiti quindi è molto meglio migliorare i mezzi di produzione perché così facendo si aumenta la produttività ovvero il numero di produzione di merci in un determinato lasso di tempo. 


Cos’è la legge della caduta tendenziale del tasso di profitto?

Gli investimenti crescenti in capitale costante tendono a far diminuire il Tasso di profitto. 

Con l’aumento generalizzato della produttività si avvera una crisi di sovrapproduzione, questo perché se aumenta la produttività da parte di vari soggetti economici a un certo punto, le merci diventano troppe rispetto alla richiesta. 

La legge della caduta è data quindi da aumento produttività e conseguente crisi di sovrapproduzione. 

Tutto Questo determina da una parte una semplificazione dei capitalisti (tendono a diminuire) perché mandano sul lastrico i più deboli e si parla così di oligopoli o Monopoli. 

D’altro lato ci sta un esercito di sfruttati e disoccupati, le due classi si divaricano sempre di più e l’esito è una rivoluzione

La fase transitoria è la dittatura del proletariato e la finale è la società comunista senza classi e proprietà privata.


Le fasi della rivoluzione sono: 

  1. Dittatura del proletariato 

  2. Socializzazione dei mezzi di produzione

  3. Abolizione dello stato e delle classi sociali 

  4. C’è una distribuzione dei beni in base ai bisogni delle famiglie

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